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Quando è necessario un contabile in azienda?

Un’azienda senza un contabile (o più contabili) è difficile persino da immaginare… Ma vediamo in quali periodi specifici dell’anno è indispensabile avere questa figura e cosa contabili.it può fare per te!

Quando è necessario un contabile in azienda?

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Una domanda gettonatissima, da parte di chi non si occupa in modo specifico di contabilità, è “Quali sono i periodi più pesanti, dove la presenza di un contabile è davvero necessaria?”: la risposta può essere articolata in diversi modi, ma in linea di massima è impossibile sopravvivere senza contabili, o senza appoggiarsi a uno studio esterno.

In questo articolo dunque approfondiremo quali sono i momenti dell'anno dove la figura contabile è imprescindibile, approfondendo - per chi non è pratico - cos’è il bilancio d’esercizio e quando si chiude l’anno fiscale in Italia. Buona lettura!

Il bilancio aziendale

Definito dall’articolo 2423 comma 1 del codice civile, nel bilancio d’esercizio confluiscono stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario, nota integrativa e relazione sulla gestione. La sua redazione è a cura di coloro che legalmente rappresentano la società, e ne sono responsabili dal punto di vista contabile, amministrativo e fiscale.

Il bilancio d’esercizio deve essere depositato alla Camera di Commercio, e ad esserne obbligati sono società a responsabilità limitata, società per azioni, società in accomandita per azioni, società cooperative, società estere con sede in Italia, consorzi con qualifica di confidi, contratti di rete, enti locali e startup innovative.

L’anno fiscale: quanto dura?

Con anno fiscale o finanziario, intendiamo un periodo di 12 mesi al termine dei quali viene richiesto alle imprese di produrre rapporti, dichiarazioni o altri documenti officiali. Questo arco temporale funge da riferimento alle aziende per la redazione dei documenti ufficiali.

In Italia le impresa private vedono in coincidere di anno fiscale e anno solare, tranne alcune imprese pertinenti al settore pubblico, che presentano altre scadenze. Quali sono gli step da seguire in vista della chiusura dell’anno fiscale?

Ci sono alcuni controlli, funzionali a verificare l’esattezza delle cifre prima di procedere con le scritture di assestamento e con la chiusura dei conti. Ad esempio, che l’effettivo ammontare della cassa sia uguale a quello riportato dai calcoli, il controllo dell’ammontare IVA e che i conti di clienti e fornitori siano in equilibrio.

La chiusura del bilancio: come funziona?

Fulcro della vita societaria di un’impresa, la convocazione per l’elaborazione del bilancio d’esercizio e sua approvazione deve avvenire entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Si tratta non solo di un momento di rendicontazione, ma anche di un momento di confronto tra soci, creditori e anche stakeholders sull’andamento della società.

La chiusura a Dicembre rende questo periodo particolarmente importante per la contabilità: se ti stai chiedendo se sia questo il periodo in cui assicurarsi la presenza di un contabile in azienda… La risposta è sì! (Si tratta proprio di uno di quei temutissimi picchi di lavoro per cui occorre spesso valutare formule contrattuali molto flessibili!).

Non solo i mesi invernali, anche Giugno si prospetta un mese di scadenze per la contabilità italiana, così come il primo trimestre dell’anno, dove oltre alla pianificazione ci sono diverse attività di contabilità da effettuare, che si parli di senior accountant in aziende corporate o del ragioniere di piccola impresa.

Tasse, budgeting, pianificazione… il contabile non serve solo nei periodi di scadenze, ma durante l’intera durata dell’anno fiscale! Chiaramente le esigenze sono diverse, così come le dimensioni delle aziende e i team dedicati a ogni attività.

Se ciò che ti interessa è una consulenza su come gestire al meglio le assunzioni in vista dei picchi di lavoro, contattaci!

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